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REGOLAMENTO DIDATTICO

ARTICOLO 1

Definizioni  

1.  Ai sensi del presente Regolamento s’intende:  a) Per Dipartimento, il Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi di Napoli Federico Il;  b) per Regolamento sull'Autonomia Didattica (RAD), il Regolamento recante norme concernenti l'Autonomia Didattica degli Atenei di cui al D.M. del 3 novembre 1999, n. 509, come modificato e sostituite dal D.M. del 22 ottobre 2004, n.270 ss.mm.ii.; c) per Regolamento didattico di Ateneo (RDA), il Regolamento didattico approvato dall’Università ai sensi dell'art. 11 del D.M.  del 22 ottobre 2004, n.270 ss.mm.ii.; d) per Corso di Studi, il Corso di Laurea Magistrale  in Architettura (Progettazione architettonica), in seguito denominato MAPA, come individuato dal successivo art. 2; e) per titolo di studio, la Laurea Magistrale in Architettura (Progettazione architettonica) come individuata dal successivo art. 2;

2. Per tutte le altre definizioni si rinvia al RDA.

ARTICOLO 2

Titolo e caratteristiche del Corso di Studi

1. Il presente Regolamento disciplina il Corso di Laurea Magistrale biennale in Architettura (Progettazione architettonica), appartenente alla Classe LM-4 delle lauree magistrali in "Architettura e Ingegneria Edile architettura” di cui alla tabella allegata al RAD e al relativo Ordinamento inserito nel RDA e afferente al Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

2. Il Corso rilascia la Laurea Magistrale in Architettura (Progettazione architettonica). Gli obiettivi del Corso di Laurea sono quelli fissati nell'Ordinamento Didattico del Corso allegato al RDA  

3. La Laurea Magistrale in Architettura (Progettazione architettonica), si consegue al termine del corso di studi e prevede l'acquisizione di 120 Crediti Formativi Universitari, (CFU) mediamente 60 crediti per anno. La durata normale del Corso di Studi è quindi di 2 anni articolati in quattro semestri. Sono previsti complessivamente 12 esami.

4. La Laurea Magistrale in Architettura (Progettazione architettonica) costituisce titolo accademico che consente l'ammissione all'esame di Stato e la successiva iscrizione alla Sezione A dell'Albo professionale dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, come regolati dalla normativa vigente.  

5. Il corso di Laurea Magistrale in Architettura (Progettazione Architettonica) nasce come adeguamento al DM 270/04 del precedente corso di laurea in Architettura (Progettazione architettonica) in classe 4/S (legge 509/99); del precedente corso si è inteso di conservare la struttura complessiva e gli equilibri fra i diversi settori disciplinari. Il corso di laurea ha dunque come obiettivo la formazione di un architetto “generalista” (così come previsto dalle direttive 85/384/CEE e CE 2005/36) con specifiche abilità e competenze nel settore della progettazione architettonica, fermo restando il puntuale riferimento agli obiettivi formativi qualificanti della classe. L’acquisizione delle conoscenze e delle competenze connesse alla formazione dell’architetto (e contemplate negli 11 punti del documento europeo) si completa e realizza attraverso le discipline presenti nel percorso biennale.

6.  I laureati magistrali potranno svolgere, oltre alla libera professione, funzioni di elevata responsabilità, tra gli altri, in istituzioni ed enti pubblici e privati (enti istituzionali, enti e aziende pubblici e privati, studi professionali e società di progettazione), operanti nei campi della costruzione e trasformazione delle città e del territorio.

7. E’ attribuito al Corso di Laurea il riconoscimento europeo e consentirà ai laureati di svolgere le attività di loro competenza nei paesi dell’Unione Europea.

ARTICOLO 3

Immatricolazioni

1. Il Corso di Laurea Magistrale in Architettura (Progettazione architettonica) “laddove ricorrono i presupposti previstidalla legge 264/99, propone la programmazione locale degli accessi” .  2. Il numero di immatricolazioni possibili in ciascun anno accademico è stabilito dal Consiglio di Dipartimento di Architettura sentito il parere della Commissione di Coordinamento Didattico. 3. Per l'ammissione al corso di laurea magistrale, occorre essere in possesso,di una Laurea di I° livello in classe 4 e in classe L 17 - Scienze dell'Architettura ovvero di una laurea o di un diploma universitario di durata triennale, ovvero di altro titolo conseguito all'estero, riconosciuto idoneo in cui si siano adempiute quelle attività formative che caratterizzano la classe 4 e L-17, con particolare riferimento dei settori ICAR14 e ICAR12 (cfr. RAD MAPA). Eventuali integrazioni curriculari in termini di crediti formativi universitari devono essere acquisite prima della verifica della preparazione individuale (D.M. 16/03/2007, Art. 6 cc. 1 e 2)  4. In caso di eccesso di domande di iscrizioni rispetto al numero programmato secondo modalità fissate dal Consiglio di Dipartimento su proposta della Commissione di Coordinamento del MAPA potrà stabilire criteri da inserire nel bando di concorso,   atti a valutare i profili curriculari dei singoli immatricolandi allo scopo di  stilare una opportuna graduatoria di ammissione. 

ARTICOLO 4

La struttura didattica: organi di governo ed istruttori

L’organo collegiale che regge il corso di studi MAPA  è il Consiglio del Dipartimento di Architettura, che si avvale – come organo istruttorio – di una Commissione per il coordinamento didattico, presieduta da un Coordinatore eletto dal Consiglio del Dipartimento secondo le norme previste dall'art. 46 dello Statuto dell'Ateneo.  

1. Il Coordinatore

Il Coordinatore eletto dal Consiglio del Dipartimento: a) convoca e presiede la Commissione; b) promuove e coordina l'attività didattica del corso di studio e riferisce al Consiglio di Dipartimento e di Scuola; c) sottopone al Consiglio di Dipartimento e di Scuola le proposte della Commissione e cura l'esecuzione delle delibere dei Consigli in materia didattica; d) collabora con il Direttore del Dipartimento o il Presidente della Scuola per i rapporti con il Nucleo di Valutazione e per la valutazione dei requisiti dell'offerta formativa.

2. La Commissione per il Coordinamento didattico  

La Commissione per il coordinamento didattico istituita dal Dipartimento di Architettura. Ne fanno parte tutti i professori, inclusi i professori a contratto, e i ricercatori responsabili di un insegnamento nel corso di studio, anche se non afferenti al Dipartimento. Fanno parte della Commissione i rappresentanti degli studenti del corso di laurea eletti nel Consiglio di Dipartimento, iscritti al corso stesso.  La Commissione:  a) coordina l'attività didattica; b) esamina e approva i piani di studio presentati dagli studenti e tutte le altre pratiche didattiche; c) sperimenta nuove modalità didattiche; d) espleta tutte le funzioni istruttorie. Formula proposte e pareri in merito all'Ordinamento didattico, al Regolamento didattico e al Manifesto degli Studi dei corsi di studio, che il coordinatore trasmette per l'approvazione al Consiglio di Dipartimento; e) elabora il documento annuale di autovalutazione del corso di studio che il Consiglio di Dipartimento trasmette alla Commissione paritetica docenti studenti;

f) svolge tutte le altre funzioni a essa delegate dal Consiglio di Dipartimento.

ARTICOLO 5

Curriculum: crediti formativi universitari, tipologia e articolazione delle attività didattiche

1.  Attività formative

Il quadro formativo (Ordinamento Didattico) del Corso di Laurea Magistrale in Architettura (Progettazione architettonica) è riportato nell’Allegato A1. In esso sono indicati gli intervalli numerici relativi ai crediti formativi universitari (CFU) di cui al RDA, assegnati a ciascuna tipologia di attività formativa e, per ciascuna di esse, i CFU assegnati a gruppi di SSD, articolati per ambiti disciplinari, nel quadro generale della formazione.  

2. Nell’Allegato B1 è indicato l’elenco degli insegnamenti articolati per anno di corso, con i CFU relativi, gli ambiti disciplinari di appartenenza, i corrispondenti SSD e la tipologia dell’attività formativa.

3. Nell’Allegato B2 per i singoli insegnamenti sono riportati il SSD di appartenenza, gli obiettivi, i contenuti minimi, le modalità di svolgimento, la durata e il quadro delle propedeuticità.  

4. Nell’Allegato C sono riportate le norme per l'iscrizione ad anno successivo, le norme relative agli studenti ripetenti e fuori corso, agli studenti a contratto e alla obbligatorietà di frequenza. Inoltre sono riportate le modalità per le Attività a scelta dello studente.

2. Tipologia e articolazione degli insegnamenti.  

La didattica annuale è articolata in due semestri separati da tre sessioni di esami. Gli insegnamenti possono essere suddivisi in più moduli. Le tipologie didattiche e le modalità di verifica previste sono le seguenti: a)  Prova finale scritta/orale;  b) Prove in itinere;  c) Progetto/elaborato finale;  d) Progetto/elaborato in itinere;  e) Giudizio di idoneità.

Per ciascuna disciplina i programmi devono indicare le conoscenze e le capacità operative individuate come obiettivi formativi del corso e specificare, tra quelle elencante di seguito, le tipologie delle attività d’insegnamento: a) lezioni ex cathedra  b) seminari didattici, intesi come riunioni di studio nelle quali prevale il metodo della ricerca di gruppo cui partecipano tutti i presenti. Il docente propone gli argomenti e coordina e guida lo svolgimento delle attività  c) esercitazioni, intese come lezioni di carattere prevalentemente applicativo, svolte di norma a valle di ciascuna delle parti teoriche del programma. d) assistenza didattica, intesa come la guida prestata a studenti singoli o in gruppo, per chiarimenti o approfondimenti di concetti teorici, svolgimento di un'esercitazione o sperimentazione progettuale, sviluppo di una ricerca. Ciascun insegnamento, può essere articolato in corsi paralleli qualora lo richieda il numero di studenti o la particolare tipologia didattica prevista.

I Corsi d’insegnamento sono organizzati secondo le seguenti tipologie:

a) Corsi monodisciplinari, Corsi pluridisciplinari  

I corsi ufficiali di insegnamento possono essere tenuti da un solo docente o organizzati in più moduli coordinati da più docenti che faranno parte della commissione di esame. L'integrazione può riguardare discipline afferenti allo stesso o ad altri SSD. La loro durata può essere annuale o semestrale.  All’inizio dell’anno i docenti elaborano il programma del corso, programma nel quale sono precisati gli obiettivi generali e i contributi dei singoli moduli.

b) Laboratori

Trattasi di modalità  didattica pluridisciplinari destinate allo svolgimento di attività teorico-pratiche comprensive di esercitazioni, attività tecniche, visite guidate, prove di accertamento, correzione, revisione e discussione di elaborati; esse hanno per fine la conoscenza, la cultura, la pratica e l'esercizio del progetto. Gli studenti ne hanno l'obbligo di frequenza, che è accertata dal docente responsabile. Ogni laboratorio è caratterizzato da una specifica disciplina (“disciplina caratterizzante”) appartenente ai settori disciplinari caratterizzanti. Le ulteriori discipline presenti nel laboratorio sono definite “moduli integrativi” e concorrono agli obiettivi didattici del laboratorio con le conoscenze del SSD di appartenenza. Il docente della disciplina caratterizzante ha il ruolo di coordinatore del laboratorio e con gli altri docenti elabora il programma nel quale sono precisati gli obiettivi generali e i contributi dei singoli moduli.

L'attività di laboratorio si conclude con una prova d’esame. Per assicurare un'idonea assistenza didattica,, anche secondo quanto previsto dalle raccomandazioni dell’Unione Europea, nei laboratori dovrà essere assicurato un rapporto personalizzato tra discenti e docente tale da consentire il controllo individuale della pratica del progetto; pertanto, a ciascun laboratorio, non potranno essere ammessi più di 50 allievi. Ogni laboratorio è caratterizzato da una specifica disciplina appartenente ad un SSD caratterizzante.  Nel caso di attivazione di più laboratori dello stesso tipo nelle diverse annualità, ciascuno di essi potrà essere sottotitolato.

c) Attività didattiche integrative  

Nel quadro della programmazione didattica annuale la Commissione didattica del Corso di Laurea propone al Consiglio di Dipartimento l’attivazione di contratti per lo svolgimento di attività integrative. Le attività didattiche integrative consistono nello svolgimento di compiti complementari di carattere pratico-applicativo. Di regola, fatta salva la copertura finanziaria, si attiverà un contratto per ciascun insegnamento con la precedenza per i laboratori didattici.

3. Iscrizione ai Corsi, obblighi di frequenza

L'iscrizione ai corsi avverrà in modo da equilibrare il carico didattico fra i corsi sdoppiati.  In considerazione del tipo di organizzazione didattica prevista, di norma la frequenza è obbligatoria per tutte le attività formative. (di regola il 75% delle presenze per i laboratori e il 60% per i corsi monodisiciplinari e integrati). Al termine del corso/laboratorio il docente rilascia la firma di frequenza agli studenti che ne hanno maturato il diritto. L’aver ottenuto la firma di frequenza è requisito indispensabile per sostenere il relativo esame di profitto. In caso di mancato ottenimento della firma stessa lo studente dovrà frequentare ex novo l’insegnamento in oggetto. 

ARTICOLO 6

Manifesto degli studi e calendario didattico

1. Il Manifesto annuale degli Studi, sarà approvato ogni anno dal Consiglio di Dipartimento, sulla base del lavoro istruttorio svolto dalla Commissione di Coordinamento del Corso di Studi.  In esso sarà confermato oppure modificato l' assetto già attivato nel precedente A.A., in ragione di motivate necessità derivanti dalla verifica sull’andamento della didattica, sia per quel che riguarda il conseguimento degli obiettivi programmati, che per esigenze connesse a variazioni dell’ordinamento.

2. Il Manifesto conterrà : a) l’articolazione dell’offerta didattica con la eventuale replicazione dei corsi in ragione della numerosità degli iscritti stabilita dalle normative vigenti; b) le modalità di volgimento di tutte le attività didattiche, con indicazione, laddove possibile dei docenti, degli orari e delle aule; c) la durata in ore degli insegnamenti (e dei relativi moduli) e delle attività formative (lezioni frontali, seminari, altre attività);  d) i criteri di assegnazione degli studenti a ciascuno dei corsi di insegnamento eventualmente replicati in ragione della numerosità degli iscritti stabilita dalle normative vigenti; e) le disposizioni sugli obblighi di frequenza e/o di acquisizione di CFU per l’iscrizione agli anni successivi al primo e sulle propedeuticità obbligatorie e/o consigliate, laddove intervengano modifiche rispetto all’anno accademico precedente; Il calendario didattico distingue in due semestri i periodi dedicati alla didattica e in tre sessioni i periodi destinati di norma agli esami di profitto e i periodi destinati di norma agli esami finali per il conseguimento del titolo di studio. Gli studenti in corso possono sostenere gli esami esclusivamente nelle sessioni regolari. Gli studenti ripetenti o fuori corso possono sostenere gli esami al di fuori delle sessioni regolari, previo accordo con il docente..  Il calendario didattico, il calendario degli esami e il calendario di ricevimento dei docenti sono resi noti mediante affissione negli appositi albi e pubblicazione sul sito web, come previsto dal RDA.

ARTICOLO 7

Orientamento e tutorato

Le attività di orientamento e tutorato sono organizzate e regolamentate dal Consiglio di Dipartimento sentita la Commissione di Coordinamento del corso di studi, secondo quanto stabilito dal RDA.

ARTICOLO 8

Ulteriori iniziative didattiche

Il Consiglio di Dipartimento oltre ai Corsi di Studi può proporre all'Università degli Studi di Napoli Federico II l’attivazione dei corsi didattici propedeutici o integrativi così come previsto dal RDA, nonché di corsi di preparazione agli esami di stato per l'abilitazione all'esercizio delle professioni e dei concorsi pubblici, corsi di aggiornamento professionale, corsi di perfezionamento, master. Tali iniziative possono essere promosse anche in collaborazione con Enti pubblici e privati, attraverso convenzioni con l’Ateneo.

ARTICOLO 9

Trasferimenti, passaggi di Corso e di Facoltà; ammissione a prove singole

1. I passaggi ed i trasferimenti di corso di studio (anche di altri Atenei) vengono accettati sempre che, nell’anno di corso stabilito, vi siano posti disponibili rispetto al tetto determinato dal numero programmato. Il numero dei posti disponibili per ciascun anno di corso sarà comunicato dall’Ateneo in occasione dell’avviso relativo alle date di scadenza delle domande di passaggio e di trasferimento. I posti disponibili saranno occupati secondo una graduatoria che terrà conto del numero di crediti conseguiti, del punteggio medio riportato negli esami convalidati e quindi della minore età. La graduatoria sarà approvata dal Consiglio di Dipartimento su proposta della Commissione di Coordinamento del Corso di Studio.  

2. Così come previsto dal RDA, il Consiglio di Dipartimento su proposta della Commissione di Coordinamento del Corso di Studio, effettua il riconoscimento del maggior numero possibile dei CFU acquisiti dallo studente presso il corso di studio di provenienza, con le modalità e secondo i criteri stabiliti al successivo comma 4, anche ricorrendo eventualmente a colloqui per la verifica delle conoscenze effettivamente possedute. Il mancato riconoscimento di CFU deve essere adeguatamente motivato. Esclusivamente nel caso in cui il trasferimento dello studente sia effettuato tra corsi di studio appartenenti alla medesima classe, la quota di CFU relativi al medesimo settore scientifico-disciplinare direttamente riconosciuti allo studente non può essere inferiore al 50% di quelli già conseguiti.

3. Il Consiglio di Dipartimento sentita la Commissione di Coordinamento del Corso di Studio, consente l’iscrizione dello studente proveniente da altro corso di studio (anche di altro Ateneo) ad un anno di corso successivo al primo, in conformità a quanto stabilito dal regolamento didattico del corso e in rapporto al numero dei CFU riconosciuti.  

4. Il riconoscimento dei crediti è subordinato alla valutazione dei curricula universitari di provenienza e alla convalida degli esami. In particolare agli studenti vengono convalidate le frequenze e gli esami sostenuti negli anni precedenti, nelle sedi di provenienza, nel caso in cui le discipline abbiano le medesime titolazioni e la medesima attribuzione di crediti (o, in assenza di crediti, la medesima durata, annuale o semestrale), e contenuti coerenti con le finalità formative delineate dal presente regolamento. In caso di titolazioni e/o di durata diversa (sempre che il settore scientifico-disciplinare sia lo stesso) lo studente presenterà il programma del corso affinché la Commissione di coordinamento del Corso di Studio possa verificarne l’eventuale equipollenza con le materie attivate.

ARTICOLO 10

Esami di profitto

1. Modalità di svolgimento degli esami di profitto

a) I programmi dei corsi devono contenere le modalità di svolgimento dell’esame e indicare l’eventuale presenza di prove scritte, grafiche e pratiche; nel caso di insegnamenti replicati sarà compito dei docenti rendere il più possibile omogenee le modalità d' esame per i vari corsi del medesimo insegnamento.  

b) Gli appelli devono svolgersi nei periodi previsti dal calendario dell'anno accademico, salvo casi eccezionali autorizzati dal Coordinatore di studio.  

c) Ciascun insegnamento dovrà prevedere per ogni sessione d’esame almeno due sedute: tra le due sedute devono intercorrere almeno 2 settimane.  

d) Le procedure di svolgimento degli esami di profitto possono prevedere prove orali, scritte, grafiche e pratiche. La valutazione deve essere complessiva, e deve essere assicurato il diritto degli studenti di conoscere le motivazioni del giudizio sulle prove sostenute. Le prove orali sono pubbliche.  

e) Per i corsi integrati ed i laboratori la prova finale d’esame sarà sostenuta di fronte ad una Commissione costituita dai docenti ufficiali di tutti i moduli.

2. Prove intermedie

In conformità del RDA, i titolari dei corsi possono effettuare prove intermedie di valutazione; i giudizi sulle prove intermedie possono concorrere alla formulazione del giudizio finale.

3. Modalità di nomina, costituzione e funzionamento delle commissioni giudicatrici gli esami di profitto  

La nomina delle commissioni giudicatrici gli esami di profitto spetta al Direttore del Dipartimento di Architettura salvo in caso di delega al Coordinatore del corso di Studio su proposta del docente responsabile dell’insegnamento. Le Commissioni di esame sono composte da almeno tre membri, uno dei quali è il titolare del corso di insegnamento, che svolge le funzioni di Presidente; gli altri sono professori di ruolo o ricercatori del medesimo settore o di settore scientifico-disciplinare affine o cultori della materia. Alla valutazione collegiale complessiva del profitto, a conclusione di un corso integrato ovvero di un laboratorio, prevista come esame unico ai sensi del RAD, partecipano i docenti titolari dei moduli coordinati di insegnamento. La Commissione delibera validamente in presenza di almeno due membri. In caso di assenza o impedimento (temporaneo o definitivo) del titolare, di sua assegnazione ad altro insegnamento, o a seguito di disattivazione dell’insegnamento stesso, il Direttore del Dipartimento indica i nominativi dei docenti che formeranno le commissioni straordinarie che potranno coincidere con le commissioni già attive nei medesimi insegnamenti o di insegnamenti affini.

4. Iscrizioni agli esami di profitto

Lo studente ha l'obbligo di effettuare l’iscrizione all’esame di profitto secondo le modalità che saranno stabilite all'inizio di ogni anno accademico dal titolare del corso.  Per tutto quanto non previsto nel presente articolo si veda quanto stabilito dal  RDA.

5. Iscrizioni ai Laboratori di Sintesi Finale
La presentazione dei Laboratori di Sintesi Finale, e la relativa iscrizione, avverrà all’inizio del secondo anno dell’anno accademico di riferimento.
Nella fase di attivazione dei Laboratori di Sintesi Finale bisognerà considerare le numerosità minime di 25 studenti e massime di 50.
L’iscrizione avverrà per opzioni progressive (da 1 a 3): se uno dei Laboratori non dovesse raggiungere la soglia minima di 25 iscritti non sarà attivato per l’anno accademico in corso; qualora una o due delle opzioni dovessero superare la soglia dei 50 iscritti, si procederà con l’assegnazione per sorteggio fra tutti coloro che hanno esercitato l’opzione di riferimento.
Nella fase di eventuale ridistribuzione degli iscritti si terrà conto delle numerosità tese a garantire il buon funzionamento dei laboratori.

ARTICOLO 11

Norme per l'iscrizione ad anno successivo, studenti ripetenti, studenti a contratto

1. L'Allegato C riporta le norme per l’iscrizione ad anno successivo e quelle relative ai contratti che possono essere stipulati ai sensi del RDA.

2. Secondo quanto previsto dal RDA, lo studente può chiedere, prima dell'inizio di ogni anno accademico, di compiere il corso di studio in tempi più lunghi di quelli ufficialmente previsti.  

3. Il  RDA definisce le categorie degli studenti ripetenti, fuori corso e a contratto.

ARTICOLO 12

Prove finali e conseguimento del titolo di studio

Ai sensi della vigente normativa, il titolo di studio di Dottore Magistrale in Architettura (Progettazione Architettonica) è conferito a seguito della prova finale. La prova finale è comprensiva di un’esposizione dinanzi alla Commissione e i criteri di valutazione devono tenere conto dell’intera carriera dello studente. Per accedere alla prova finale lo studente deve avere superato tutti gli esami ed avere acquisito tutti i CFU ad esclusione di quelli attribuiti alla prova finale stessa.  Lo svolgimento della prova finale è pubblico. Per il conseguimento della Laurea in Magistrale in Architettura (Progettazione Architettonica) è prevista l’elaborazione di una tesi, redatta in modo originale dallo studente sotto la guida di uno o più relatori. Possono essere relatori tutti i docenti del MAPA, ivi compresi i supplenti e i docenti a contratto. La prova finale per il conseguimento del titolo di dottore in Magistrale in Architettura (Progettazione Architettonica) prevede l’elaborazione di una tesi di laurea, sviluppata dallo studente in una delle discipline previste dall’ordinamento. Le Commissioni giudicatrici della prova finale sono nominate dal Rettore o, su sua delega, dal Direttore del Dipartimento e sono composte da almeno 7 membri scelti tra i professori di ruolo e i ricercatori, di cui almeno 4 professori di ruolo. Le Commissioni sono presiedute dal Direttore, o dal Coordinatore del Corso di studio, o dal più anziano in ruolo dei professori di prima fascia presenti. Possono far parte della Commissione giudicatrice della prova finale anche Professori di Dipartimenti diversi da quelli cui sono iscritti i candidati, nonché Professori a contratto in servizio nell'anno accademico interessato.  Le Commissioni giudicatrici per la prova finale esprimono la loro votazione in centodecimi e possono concedere, all'unanimità, la lode al candidato che consegue il massimo dei voti. Il voto minimo per il superamento della prova finale è sessantasei centodecimi. Il calendario didattico deve prevedere almeno tre appelli per le prove finali, opportunamente distribuiti nell'anno accademico, e tener conto di eventuali deliberazioni adottate in materia dal Senato Accademico. Modalità, termini ed adempimenti amministrativi per l’assegnazione e la consegna delle tesi e per l’ammissione all’esame finale per il conseguimento del titolo di studio sono resi noti dalle strutture didattiche mediante le opportune forme di pubblicità previste dal RDA.

ARTICOLO 13

Norme finali e transitorie

Per tutto quanto non previsto nel presente regolamento si applicano le disposizioni della normativa vigente e dal RDA.

 

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